Terremoti in tempo reale
In questi giorni è tornato drammaticamente alla ribalta delle cronache il problema del terremoto e della sismicità del territorio nazionale. Dal 1980 ad oggi l’Italia è stata colpita da una grande quantità di eventi sismici. Molti eventi sono stati di di bassa intensità e rientrano nella consueta attività tettonica che si produce in zone geologicamente attive quasi quotidianamente. Purtroppo però come sappiamo non passa decennio che non si verifichino 1-2 eventi piuttosto intensi con una magnitudo maggiore della 4 sulla scala Richter e che causano gravi problemi alle popolazioni dei territori colpiti di volta in volta. Dal 1980 ad oggi i terremoti più forti sono stati:- Il terremoto dell’Irpinia nel 1980
- Il terremoto dell’Umbria e delle Marche nel 1997-1998
- Il terremoto del Molise nel 2002
- Il terremoto dell’Abruzzo nel 2009
- Il terremoto dell’Emilia Romagna nel 2012
In tutti gli eventi sismici citati ci sono stati sia vittime che ingenti danni alle costruzioni locali. Anche se senza dubbio tali sismi sono stati tutti piuttosto intensi i principali effetti distruttivi sono riconducibili ad errati criteri costruttivi che non hanno tenuto conto della sismicità intrinseca del territorio, aggravando gli effetti del movimento tellurico. Spieghiamo ora in modo breve e chiaro come si sviluppa un sisma.
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| Figura 1: effetti di un forte terremoto sul suolo |
Come si sviluppa un terremoto?
I terremoti o sismi sono scuotimenti più o meno intensi della crosta terrestre riconducibili all’improvviso spostamento di una porzione più o meno ampia di sottosuolo. Tali fenomeni sono indotti dalle potenti forze tettoniche che agiscono all’interno del Nostro Pianeta.Queste forze agiscono costantemente e quando in un punto della litosfera si accumula una certa quantità di energia, questa, oltre una soglia critica, si libera all’improvviso causando la rottura delle rocce circostanti, liberando onde elastiche che poi si propagano fino a raggiungere la superficie originando tutta quella sequenza di eventi che classifichiamo come terremoti. I sismi sono perciò dovuti alla rottura di grandi porzioni di roccia nel sottosuolo.
Il punto della litosfera dove si originano le onde sismiche è chiamato ipocentro; la corrispondente proiezione sulla superficie terrestre è chiamata epicentro. La maggioranza dell’attività sismica è costituita da eventi molto deboli, la maggior parte dei quali non sono percepiti dalle popolazioni dell’area interessata.
Alcuni terremoti sono preceduti da scosse di minore entità anche se non sempre necessariamente deboli che tendono a ripetersi in una certa area per un periodo più o meno lungo che origina un vero e proprio sciame. Molte volte l’’evento sismico si caratterizza per una o più scosse principali (“main shock”). In corrispondenza dell’epicentro o in prossimità di esso l’evento sismico può essere accompagnato da boati o rumori simili al rombo di un tuono ed è dovuto al passaggio delle onde elastiche che originano il sisma stesso nella libera atmosfera.
